Il perfetto addio di Kobe

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Updated: aprile 18, 2016
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di Luca Arrigo

La data del 13 aprile 2016 rimarrà a lungo impressa nella memoria degli appassionati di pallacanestro di tutto il mondo. Infatti è stato il girono dell’ultima partita nella carriera di Kobe Bryant, uno dei più grandi giocatori di basket della Storia. Sarebbe troppo lungo mettersi ricordare tutti i suoi successi e i suoi record, ne cito solo un paio significati, i cinque campionati vinti (2000,2001,2002,2009,2010) ed il terzo posto nella classifica marcatori (con 33’643 punti realizzati). Kobe ha chiuso la sua carriera allo Staples Center contro Utah (anche Jordan giocò la sua ultima partita contro Utah), in una gara molto combattuta. Si da il caso che i Jazz necessitavano della vittoria per poter sperare nella qualificazione ai play-off, ed sono arrivati a Los Angeles con la ferma intenzione di vincere. La rivale ideale per l’ultima gara di Kobe, che nella sua carriera ha ottenuto anche la fama di essere un gran lottatore e di non mollare mai. Di conseguenza non avrebbe mai accettato un avversario arrendevole per la sua partita d’addio, ma piuttosto qualcuno che gli desse filo da torcere. L’inizio di partita sottotono per Bryant che sbaglia i primi tre tiri malamente mentre i Jazz cominciano a prendere vantaggio. Dopo alcuni minuti però il numero 24 si sblocca e comincia a mostrare la vastità del suo repertorio, con alcuni tiri con il difensore appiccicato addosso o un’entra a canestro con fallo. Tuttavia Utah resta davanti nel punteggio, portandosi a +15 alla pausa grande. Kobe ha già 22 punti a referto, ma è poco sostenuto dai compagni di squadra. Nel secondo tempo la musica non cambia, con i Jazz sempre in controllo e Kobe che prova a mantenere i suoi a galla. Nell’ultimo quarto i jazz perdono un’po’ di efficacia in attacco ed i Lakers trascinati da Bryant si rifanno sotto. Il finale è un assoluto “Kobe-Show”, che ha meno di un minuto dal termine porta i suoi al sorpasso (97-96, con 58 punti). La difesa fa il suo dovere e Kobe può trasformare due tiri liberi per raggiungere quota 60 punti (per la sesta volta in carriera). Un’ultima palla recuperata da Bryant con assist per la schiacciata di Clarckson chiude la contesa (101-96), e Kobe viene sostituito per la standing ovation del pubblico nello a stadio e a casa, che si congeda da questo fantastico campione.

Kobe termina la sua carriera nel modo migliore, giocando una partita straordinaria, come spesso aveva già fatto in passato. Ora il basket non sarà più lo stesso senza Kobe Bryant. Lui è stato un esempio per tutti a vari livelli. A cominciare dalle qualità tecniche dimostrate nel corso della carriera, passando dal suo enorme carisma, arrivando alla sua grande forza mentale, che gli ha permesso di superare momenti difficili, a non arrendersi ai vari infortuni che gli sono accaduti, a sacrificarsi ogni giorno per il bene della squadra e a dare sempre il massimo, sia in partita che in allenamento. Ed sono proprio questi tratti caratteriali che hanno fatto di Kobe Bryant una leggenda di questo sport e che gli hanno permesso di ottenere il rispetto da parte di tutti gli amanti della pallacanestro.

Personalmente, da tifoso giallo viola, non posso che ringraziare Kobe Bryant per le enormi soddisfazioni e le grandi emozioni che è riuscito a suscitare in me. È stato un piacere ed un privilegio poter ammirare la carriera di questo grandissimo campione anche se da molto lontano. Vivendo in Svizzera, ero costretto ad alzarmi alle 4 e mezza di mattina per assistere alla partita, ma ogni volta vedere Kobe giocare mi ripagava del sacrificio. D’ora in poi, quando mi alzerò per vedere la partita, qualcosa mi mancherà, quella magia che solo le leggende sanno trasmettere, leggende come Kobe Bryant.

 

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