I Tigers e il mantra di Rudy T

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Updated: maggio 28, 2013
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di Mattia Meier

Correva l’anno 1995, Jordan aveva deciso da poco “Vabbeh, se proprio insistete allora torno, qui c’è la storia da fare” e gli Houston Rockets avevano appena conquistato il loro secondo titolo consecutivo, dopo aver passato praticamente tutta la post-season, Finale a parte, a rincorrere gli avversari. E con il Larry O’Brien Trophy in mano, Rudy T, al secolo Rudy Tomjanovich, si pronunciò così: “Don’t ever understimate the heart of a champion”. PAM! E massima fu, da tramandare nei secoli dei secoli, cestistici e non solo.
Anno 2013, il salto temporale è notevole, quello tecnico ancor di più, visto che si passa dalle finali NBA a quelle del campionato svizzero. Eppure da continente a continente, la sostanza è sempre quella. I campioni in carica sono con le spalle al muro, sotto 2-0 nella serie e prossimi a cedere lo scettro. Poi arriva gara-3, e l’inizio è da incubo. Ginevra giganteggia per i primi venti minuti, gioca una pallacanestro quasi perfetta mentre Lugano arranca, subisce. Ma, a due secondi dalla pausa principale, Magnani di tabella infila la tripla che vale il -7 (un lusso dopo quanto visto in campo) sul tabellone e dal peso specifico a livello psicologico non indifferente. Ed ecco i primi bagliori “alla Rudy T”. “Don’t ever understimate…” sembra esserci scritto sul parquet dell’Elvetico e sui volti dei bianconeri da quel momento. È il brutto anatroccolo che si trasforma in principe. “Don’t ever understimate….” pare pensare coach Rudez vedendo i suoi travolti dalla furia bianconera. E poco importa che poi i Tigers come al solito subiscano l’insostenibile leggerezza del vantaggio in doppia cifra permettendo a Ginevra di arrivare con Touré ad un tap-in dal supplementare. Poco importa perché il messaggio è lanciato. La serie è ancora viva.
Un concetto ribadito con forza ieri sera. “Don’t ever understimate…” continua a essere il mantra dei bianconeri mentre si divorano i leoncini ginevrini nei primi tre quarti. Tutto bello e perfetto. Quasi troppo per essere vero. Infatti a rovinare la serata ci pensa la nemesi della dea bendata, quella che a differenza di quest’ultima ci vede benissimo. E colpisce al cuore i padroni di casa, privandoli del loro miglior giocatore, quel Dusan Mladjan la cui importanza e valore non vanno certo spiegati qui. E senza il suo fromboliere, quasi come in gara-2 (un quasi però importantissimo) Lugano vede i ginevrini tornare a contatto ma questa volta resiste, mantiene l’avversario a distanza (seppur minima) e porta la serie a gara-5.
Dove non ci sarà Mladjan, ma di sicuro ci sarà una squadra pronta a dare tutto per vincere il quarto titolo consecutivo per sé e per il suo MVP. Dicono che Ginevra sia favorita, e forse è vero, ma a guardar bene da gara-2 in avanti (escludendo parzialmente il primo tempo del terzo match) a menar le danze sono sempre stati i bianconeri. E in fondo Milisavljievic è una carriera che gioca acciaccato, mentre capitan Stockalper sembra quello di qualche anno fa (quando in campo faceva quasi tutto quello che voleva), Magnani e Schneidermann sono forse gli MVP occulti di questa finale e pure Gordon sembra essersi accorto di essere un giocatore di basket senza dimenticare coach Dessarzin, capace di trovare la quadratura del cerchio al momento giusto. I Lions hanno più talento, sono più profondi ma non hanno forse IL giocatore che possa trascinarli (quello che fu Abukar per il Lugano in gara-5 un anno fa per dire) e alla favoletta che giocare in casa sia un vantaggio chi vi scrive ha smesso di crederci tanti anni fa.
E poi, che cosa vi abbiamo detto a proposito di Rudy T e del cuore di un campione?

Lugano Tigers – Ginevra Lions 82-77 (56-36)
(28-15 28-21 14-23 12-18)

Lugano: Stockalper 15, Magnani 1, Barber 5, Gordon 12, Mladjan 16, Molteni, Lo Leggio, Schneidermann 10, Milisavljevic 23.

Ginevra: Juanin 6, Brown 16, Parker 8, Steinmann 5, Touré, Stimac 16, Vogt 7, Buscaglia 5, James 14.

Elvetico: 800 spettatori. Arbitri: Pizio, Clivaz, Bertrand.

Nella foto gallery di Roger Locatelli le immagini di gara 4

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